Zuki

E per la gioia di tutti i motociclisti, ecco che finalmente si parla del nostro mezzo, che sempre più vicino ai 100.000 km, ci ha accompagnato dalla nostra terra italiana all’Australia.

Come ci è venuta voglia di moto?

La prima estate che ci frequentavamo abbiamo deciso di viaggiare la Sardegna in scooter, abbiamo scelto quel mezzo e non l’auto unicamente perché costava meno da trasportare sul traghetto. Il viaggio è stato un successone. Mi viene in mente quando in fila sul traghetto, siamo stati accerchiati da una marea di moto, super-cariche, con grandi borsoni da viaggio, che sapevano di avventura. I motociclisti parlavano dei loro incredibili viaggi facendoci letteralmente sognare ad occhi aperti.

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Ed ecco che decido di adottare Zuki (DL650 V-Strom 2007) a 9000 km, 2700 euro. Sinceramente non me ne intendevo di moto e non me ne intendo tutt’ora, ma informandomi in vari siti Internet, sembrava una moto di buona qualità anche per lunghi viaggi e a prezzo basso.motoraduno,solla.neve
Tuttavia, quando abbiamo deciso di partire con questo mezzo per il giro del mondo me ne sono sentito dire di tutti i colori:

“Non puoi viaggiare con un motore così piccolo, serve almeno un 1000.”

“Avrai un sacco di problemi di elettronica, si viaggia solo con moto a carburatori.”

“E’una moto troppo pesante, ti consiglio di non provarci neanche a fare sterrati.”

 

Per preparare Zuki a questo lungo viaggio, ho deciso di apportare alcune piccole modifiche: ho aggiunto un tester che si attiva all’accensione dei fari; un para-coppa e un para-motore per sopravvivere agli sterrati; ho maggiorato l’appoggio del cavalletto con una piccola staffa.

Quali sono stati i problemi in viaggio?

IMG_1358Beh, tutto sommato c’è sempre andata di lusso. Tuttavia, Mi ricordo quella volta in Thailandia quando siamo saliti sul traghetto in moto per raggiungere l’isola di Koh Chang, il capitano e l’equipaggio si sono radunati tutti intorno a noi per farsi delle foto con la moto, ma poi ci hanno tutti riso dietro perché siamo scesi dalla barca spingendola a mano solo perché si era sfilato lo spinotto del sensore frizione. A pensarci ora mi viene da sorridere, ma li per lì, come tutte le volte che succedeva qualcosa di brutto e inspiegabile alla moto, eravamo preoccupati in silenzio a cercare di rianimare Zuki con pezzi di moto e attrezzi sparsi ovunque.

Un altro problema che abbiamo incontrato è il tasto di accensione.. Proprio alla dogana mongola aveva smesso di funzionare, per cui ho dovuto aprirlo completamente e ripulirlo dato che non faceva più contatto. E nel montare e smontare, ho anche perso tutte le molle nella sabbia che poi la Jackie è riuscita a ritrovare. 

Per di più ho dovuto sostituire una piccola guarnizione in zona cambio poiché talvolta notavo qualche goccia d’olio perdere.

Una sospensione anteriore in Mongolia perdeva olio, sicuramente dovuto a sporcizia e sabbia che sono andate a rovinare la sua guarnizione.

Gli aspetti positivi

Zuki ci trasporta su una sella sicuramente enorme e comoda, su cui puoi viaggiare per ore ed ore senza dolori al sedere. I consumi sono molto bassi ed il serbatoio è enorme, per cui abbiamo avuto la grande fortuna di aver fatto tutto il viaggio senza trasportare taniche di benzina di scorta.L’olio non è mai da rabboccare nonostante Zuki non sia più una giovincella.

Inoltre per arrivare da una città all’altra, ci è capitato una volta di percorrere fino a 400 km di sterrato prima di trovare un benzinaio! La moto è inaspettatamente resistente ed affidabile, non ci ha mai dato nemmeno un problema serio che ci obbligasse a smettere di viaggiare. E giusto poche settimane fa a lavoro ho cambiato la batteria per la prima volta.

Gli aspetti negativi
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Una delle rotture di scatole più grandi è dover cambiargli l’olio ogni 6000 km. Inoltre il pignone tende a consumarsi troppo velocemente probabilmente, anzi sicuramente, per il nostro peso e per le strade sporche che incontriamo, tanto che intorno ai 20.000-30.000 km è completamente mangiucchiato. Dopo giorni e giorni di sterrato è sempre importante controllare il serraggio di tutte le viti poiché tendono purtroppo a svitarsi tanto.

 

 

Zuki comunque non è solo un oggetto per noi ma un vero e proprio compagno di viaggio. Spedirla tra continenti costa una follia (praticamente il valore della moto) ma non possiamo farne a meno.

Mi ricordo quando mi sembrava di proteggerla appena entrati in Mongolia, quando solo per il tempo di andare a far rifornimento di cibo, ci si radunava attorno una ventina di persone per toccarla. Questo ci ha inizialmente intimorito, quando ancora non conoscevamo quei popoli curiosi che vivevano di nulla. Zuki è stata vista da occhi diversi e in modi diversi nei vari stati, a volte possente e regale come tra le popolazioni più povere del Sud Est asiatico e come un ferro vecchio in quelli ricchi. L’idea, tuttavia, di uscire di casa il 5 giugno 2015 con Zuki e tornare chissà quando sempre con la nostra amica fidata sarebbe esaltante e particolarmente emozionante.
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2 commenti

  • Christian

    grandi ragazzi, e grande Zuki! Da felice possessore di una V-strom del 2012, mi ritrovo in tutto quello che hai scritto! Per i cambi olio, i 6000km riportati da Suzuki sono un intervallo molto conservativo per il motore, io da tempo effettuo i cambi ogni 10000 km senza problemi. L’usura del pignone, visto l’uso e i carichi a cuo è sottoposta la moto, sono in linea con la media, ma dovresti cambiare ogni volta anche catena e corona, per il resto è una moto indistruttibile e ottima per tutto! A leggervi presto….e buona fortuna per tutto!!!

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