Uluru e South Australia

Dopo una settimana e mezzo persi nei meandri del West MacDonnell National Park, attendiamo ancora la chiamata del meccanico e finalmente una sera:
<<Hey mate, the spare parts just arrived. Your bike will be our first job tomorrow, ok?>>, ci comunica una voce carica e rincorante al telefono.
Così il giorno seguente già nel primo pomeriggio voliamo a Uluru con una catena nuova. 

Uno spettacolare ed imponente ammasso roccioso esce dalla terra nel mezzo del deserto centrale australiano. Gigantesco iceberg fatto di roccia arenaria, Uluru è un luogo sacro e ricco di miti per la cultura aborigena che tratterrebbe ancora oggi le tracce dei viaggi e delle azioni dei suoi esseri ancestrali vissuti nell’epoca del sogno antecedente alla memoria umana.

Insieme alle altre due montagne vicine Kata Tjuta e Mount Conner, Uluru fa parte parte di un immenso e unico monolite in gran parte sepolto nella sabbia di dimensioni asteroidali. Secondo alcuni scienziati potrebbe essere quel che resta di una luna terrestre morfologicamente simile alla marziana Phobos, caduta 3 miliardi e mezzo di anni fa. Ciò su cui siamo realmente sicuri sono le fantastiche sfumature dei suoi colori che, a seconda dell’ora, trasformano il massiccio in un’opera d’arte.

Lungo la strada per Mount Conner, avvistiamo poi un cammello che si gusta tranquillo il suo pasto a lato strada. Mentre Pisel si avvicina intento a scattargli una foto, ecco che dall’altra parte della carreggiata arriva correndo un altro cammello. Attraversa la via velocemente col capo abbassato. É così buffo come inclina il collo mentre corre e come sbatte gli zoccoli sull’asfalto. Se ne vanno via lentamente ancora biascicando.

 

 

Lasciamo poco dopo il Northern Territory per addentrarci nel South Australia. Incontriamo poco più a sud, vicino a Port Augusta, una coppia di australiani sulla settantina, ex motoxiclisti ed ora in van, che ci consigliano di vedere i laghi salati, tra cui Hart e Gardner. Dopo una notte freddissima e ventosa, mi sveglio con il sacco a pelo ricoperto di fine sabbia rossa e indossiamo subito i maglioni caldi per la prima volta. Appena fuori Port Pirie troviamo rifugio per la notte vicino ad un fiume e ad un enorme vecchio bus coloratissimo. Attorno sono già campeggiate una quindicina di tende ma fuori non si vede nessuno. Si sente solo la musica molto rilassata in stile Bob Marley proveniente dallo stereo del grosso veicolo. Poco dopo mentre accendiamo il fuoco per la cena, iniziamo a conoscere i primi zombie usciti allo scoperto che ci invitano subito a bere qualcosa. C’é il francese che ci mostra come usare il suo drone volante, il tedesco che vuole sapere tutto sul nostro viaggio e la danese ubriaca che vuole solo far festa. Tutti ragazzi che viaggiano da Perth a Sydney su un mega pulmino da 25 posti.

Dopo una notte ancora più fredda della precedente, visitiamo Yorke Peninsula. E stiamo tranquilli perché più a sud di così c’é solo l’Antartide. Incrociamo mamma emu e i suoi due cuccioli che non lascia da soli finché non hanno attraversato la strada. Costeggiamo tutta la penisola piena di coste rocciose frastagliate, scogliere e le alte catene montuose costiere di mare fino al piccolo centro di Yorketown.

<<Where are you from and where are you heading to?”>>, ci chiede un vecchietto sorridente fuori dal supermercato ad alta voce mentre appoggia le mani sulle anche già stupito.

<<I’m proud of you!>>, ci confessa simpaticamente mentre ci saluta.

Nel pomeriggio invece mentre ammiriamo una delle coste più belle della penisola, incontriamo nuovamente la coppia di australiani in camper che sostava qualche notte prima vicino a noi in free camping. Carichissimi ci invitano nel loro pulitissimo caravan dove ci chiedono come siamo sopravvissuti al freddo e ci confessano anche di aver lavorato per 8 anni come dairy farmers.

Qualche giorno dopo ci addentriamo nel traffico di Adelaide, dove soggiorniamo 3 giorni a casa di un australiano. Ne visitiamo il centro e i suoi mercatini locali. Poi un pomeriggio, dopo aver lasciato la città, appena poco a sud di Adelaide, stiamo mangiando in un parco verde in un paesino collinare che costeggia l’oceano quando una macchina nera attraversa la strada più volte per infine accostarsi alla moto. Dopo pochi minuti un uomo elegante in camicia si avvicina a noi. 

<<Hi, I’m Lindsay!>> ci dice porgendoci la mano frettolosamente, come se ci avesse cercato per un bel pò. Iniziamo subito a ridere e scherzare riguardo alla nostra passione in comune. Anche l’uomo infatti dice di possedere una moto con cui ha viaggiato per l’Australia insieme alla moglie Sandra.

<<Where are you sleeping tonight?>>, ci domanda sorridendo.

<<We don’t know yet, we have seen a spot few kms ahead.>>

<<What about my house? Would you like to come in for a glass of wine?>>, ci chiede immediatamente.

Una casa magnifica con una veranda su un fantastico vigneto con qualche gallina. Veniamo immersi da una inaspettata e genuina ospitalità. Una coppia australiana con alcuni figli della nostra età, ma che ora vive da sola. Stappata la terza bottiglia del loro vino, ci spiegano che entrambi lavorano nel business immobiliare ma hanno la nostra stessa passione. Trascorriamo tutta la sera a raccontarci ogni storia che ci viene alla memoria, da quelle più spaventose a quelle più epiche. Condividiamo qualche video dei nostri viaggi con in mano un bicchiere di vino e davanti a un gustoso piatto caldo, finché non è ora della doccia e del letto. Persone squisite!

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *