Riflessioni di due viaggiatori

Dopo 10 mesi che abbiamo lasciato la nostra terra, è giunta l’ora di un resoconto di questa prima parte del nostro viaggio. Adesso che ci sentiamo un pò più stabiliti, con una casa e un lavoro, voglio raccontarvi tutto quello che è stato per me questo percorso fino a qui e quello che pensavo che sarebbe stato guardandomi alle spalle.

Parliamo di..

..AFFETTI

Fino ai primi 7 mesi dalla partenza del nostro giro del mondo, i nostri genitori chiedevano costantemente quando saremmo tornati a casa, mentre, da poco tempo, hanno iniziato a dirci frasi come: “Spero che questo viaggio vi porti saggezza!”. I papà, invece, anche loro abbastanza preoccupati, non erano però presi dalla tipica ansia, loro temevano che dopo i primi chilometri avremmo avuto una sventura incredibile con la moto che ci avrebbe quindi costretto a tornare a casa distruggendo il nostro sogno. Sarebbero stati dispiaciuti, non tanto per il nostro fallimento, quanto per la nostra infelicità.

Nel partire abbiamo dovuto pensare più a noi egoisticamente piuttosto che ai nostri cari, anche se spesso mi manca molto mia sorella. E ci dispiace molto per tutte le persone a cui siamo più legati, che abbiamo salutato. E dobbiamo anche ringraziarli per la pazienza e la comprensione verso le nostre ambizioni. Era tuttavia essenziale pensare anche a noi stessi e alle nostre aspirazioni ed uscire da quella vita che ci sembrava già scritta.

..PAURE

Molti dicono che siamo coraggiosi, ma non ci riteniamo in realtà così. All’inizio avevamo paura. Paura di non starci dentro con i soldi, paura di rompere la moto o di non potere superare ostacoli naturali o burocratici, paura di perdere qualcosa, opportunità e momenti che solo da giovani si possono cogliere, o semplicemente paura di stufarci di vagabondare. Ma alla fine, uscendo dagli schemi di questa società, scopri cosa vuoi davvero tu ed il viaggio è diventato per noi come una droga. Non siamo davvero così audaci e temerari, anzi molto spesso ci agitiamo ad ogni problema, che tuttavia spinge la nostra voglia di continuare a viaggiare e scoprire la nostra magica Terra.

Insomma la curiosità è sempre più forte della paura. Ed è qui, proprio nei momenti di sconforto che ci aiutiamo a vicenda, nonostante ci siamo detti un sonoro e caloroso “vaffanculo” due secondi prima. Ah già, lungo la nostra strada abbiamo imparato a conoscere meglio oltre che noi stessi anche l’altra persona. Per davvero. E ci siamo più che mai fidati e legati l’uno all’altra, soprattutto dopo aver superato ostacoli che ci sembravano insormontabili.

..SOGNI

Questo giro per il mondo è una grande avventura. Quando siamo partiti eravamo inesperti e un pò ingenui. Non sapevamo come avremmo affrontato i problemi e i pericoli. Ogni cosa era una sorpresa, una vera novità, quasi come un gioco. Poi, mentre il viaggio proseguiva, siamo cresciuti: abbiamo imparato come muoverci tra le insidie e gli imprevisti, a sentirci più capaci e disinvolti.

Ma soprattutto, oggi posso dire con fermezza che stiamo avverando il nostro sogno di viaggiare in giro per il mondo e scoprire nuovi luoghi, affascinanti culture e straordinarie tradizioni, e non da un semplice documentario in TV. Siamo finalmente usciti dalla monotona routine in cui ci sentivamo ingabbiati e abbiamo detto addio a tutte quelle cose che la società ci imponeva inconsciamente. Mi sento più libera e brutalmente più felice di prima, perché so di fare quello che voglio fare. Mi ricordo come ieri le volte che mi svegliavo con il vomito per fare tutte quell’orrore di cose che non amavo fare. Non l’avrei mai pensato, ma amo andare a letto ogni notte senza sapere minimamente cosa succederà il giorno dopo.

Come, tuttavia, dar torto a chi ti dice “devi pensare al tuo futuro”, anche se non ne ha capito il reale significato. Quello che mi infastidisce di più di questa affermazione, è che viene, più che spesso, intesa, o meglio fraintesa con “metti via soldi” e utilizzata piuttosto per farti sopportare un tipo di studio o di lavoro che altrimenti non tollereresti, o sacrificare gran parte dei tuoi anni migliori in cambio di qualcosa che non ti restituirà mai la stessa forza, vitalità e voglia di fare. Credo sia ingiusto, però, arrivare alla vecchiaia con una lista infinita di cose che avresti voluto fare e che non hai fatto. Perché della famigerata sicurezza economica non me ne faccio un bel nulla, se diventa la gabbia dorata in cui custodisco un corpo invecchiato e una vita intera di rimorsi.

Ogni tanto, a proposito del futuro, ci piace chiederci in modo ironico tra qualche mese dove saremo. Perché questo viaggio pieno di punti di domanda, è tutt’altro che monotono. I paesaggi, la gente, i cibi, i profumi, gli animali non smettono mai di cambiare.

Una delle cose che mi piace di più quando viaggiamo è vedere la natura mutare completamente al confine tra uno stato e l’altro, le persone completamente diverse, le culture, i vestiti, i colori e i cibi assolutamente inaspettati. Tutto cambia magicamente. Sì, la definirei magia, da scoprire con occhi curiosi e senza pregiudizio.

Nonostante le difficoltà incontrate, in ogni caso, non c’è mai stato un momento in cui avrei voluto tornare sui miei passi. Perché sto facendo quello che voglio fare. Sono nel mio presente, lo sto vivendo, lo posso toccare. Non sto correndo inseguendo qualcosa che non esiste, che non sento mio. Sono nel mio qui e ora.

..RICORDI

Durante questo viaggio abbiamo litigato, abbiamo riso, ci siamo incazzati, abbiamo pianto, abbiamo patito la fame e la sete, ci siamo ammalati, ed ogni sentimento e stato d’animo provati, belli o brutti, rimarranno per sempre nella nostra memoria. Indelebili.

Non tornerei mai indietro. Quello che ho fatto arrivando fin qui, ha preso uno spazio nel mio essere che non mi lascerà mai più. I volti, quelle persone conosciute, quei paesaggi isolati, solo nostri. Non li dimenticheremo mai. 

Non dimenticherò mai quella gelida notte a Capo Nord dove splendeva ancora il sole alle 3.00 di notte, e quella strada incredibile per arrivare al punto più alto dell’Europa. Non scorderò mai i primi giorni in Mongolia quando eravamo sempre coricati per terra con la moto, che abbiamo distrutto tutto finché non abbiamo imparato a guidare. Non dimenticherò mai quanto la vita è diventata più comoda una volta toccato il Giappone, ovunque trovavamo cibo buonissimo, benzina e persone super cordiali. Non dimenticherò mai quelle caldissime spiagge tailandesi mozzafiato dove potevamo gustare noci di cocco direttamente prendendolo dalle palme. E tutte le mattine che ci svegliavamo e ci tuffavamo nudi in quel mare caldo. Non scorderò mai i paesaggi sulle montagne del Laos e tutti i suoi surreali villaggi, abitati da povera gente radunata attorno a fuochi nella nebbia. Sembrava di essere in una fiaba. Non lascerò mai che la mia memoria lasci andare tutti i volti di quegli uomini, donne e bambini con cui abbiamo riso e scherzato, che ci hanno aiutato senza nulla chiedere in cambio, con cui abbiamo condiviso una parte del nostro tempo in questa vita.

 

E sono felice che il mondo non è ancora finito, ma che siamo a malapena a metà.

Mi torna in mente la sera prima di partire quando non riuscivamo a dormire, non ci saremmo riusciti. Siamo andati a vedere un concerto dei “Marta sui tubi”, non posso dimenticare la carica che avevamo quando il cantate ha urlato al pubblico di inseguire i propri sogni sulle note di L’unica cosa“.

PS. Avete idea di quanto abbiamo speso per arrivare fino in Australia? 10 mesi, 300 giorni, 900 pasti (a volte meno!), poche notti in hotel, 2 spedizioni di moto, 4 traghetti, tutto il sushi ingurgitato, 2 voli aerei, 45.000 km.. Provate a sparare un numero. Se qualcuno ci si avvicina, ve lo diremo.

 

10 commenti

  • Gianluca tènèrè

    Per un sogno ogni prezzo è quello giusto ! Buona strada ragazzi!

  • sandra gheduzzi

    Siete fantastici,vorrei essere con Voi. in un certo senso lo sono ,leggendo tutti i vostri commenti ,quardando le vostre fotografie.Vi auguro un buon in bocca al lupo!!!!!e tanti baci baci baciiiii………………..Sandra

  • Dario

    4mila?

    Io credo che non sia tanto il costo del viaggio a bloccare tanti aspiranti viaggiatori come me, quanto piuttosto il guadagnare denaro all’estero o recuperarlo con un lavoro una volta rientrati in patria.
    Ma poco importa la cifra spesa, godetevi ogni chilometrodel viaggio 🙂

  • Erich

    Ciao ragazzi, io e quei mattacchioni di Scuolamoto vi salutiamo 😀

    Comunque, al di là di quanto avete speso (che se fosse meno di 6.000€ ci sarebbe da erigere un monumento) mi adottate? Non sporco, mangio poco, so cantare e cucinare, ho la tenda…

    Bravi ragazzi!

  • Christian

    tanti o pochi? meglio “giusti”!
    Comunque tra i vostri resoconti e riflessioni ho letto poche volte della vostra incredibile Strommina che vi sta portando ovunque i vostri sogni vi fanno desiderare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *