Queensland, dove la foresta tropicale incontra la barriera corallina

Siamo arrivati a Port Douglas, dove la foresta tropicale incontra la barriera corallina. Prendiamo subito una barca per andare a fare snorkelling. Scegliamo uno sprinter che va velocissimo sull’acqua, fa solo i 70 km/h ma sulle onde facciamo dei salti che sembra di andare ai 100 all’ora. Siamo in 10 passeggeri in barca e 2 ai comandi, stiamo sfrecciando quando improvvisamente il capitano curva tutto a destra tanto che la barca sembra ribaltarsi, i motori si fermano. Poi iniziano i gemiti delle persone. Una famiglia di delfini sta nuotando non troppo lontano. Si allontanano da noi aumentando la velocità e iniziano a fare dei salti sopra all’acqua, quasi sembrano salutarci. Fantastico! Mi sento al settimo cielo, ma lo sprinter si rimette in moto. É giunta l’ora di indossare maschera, boccaglio e pinne e di tuffarsi in acqua.

In questo appartato paradiso tropicale ci lasciamo scivolare nell’acqua andando alla deriva lungo giardini di corallo animati da pesciolini e pescioloni dai vivaci colori. Vediamo una grande varietà di pesci, molluschi, i pesci-pappagallo colorati di blu, verde e viola, i pesci pagliaccio come Nemo, solo per citarne alcuni! Affianchiamo anche uno squaletto e poco dopo più al largo succede l’inverosimile. Pisel davanti a me nuota con in mano la telecamera, io alla sua sinistra procedo di qualche metro più in dietro rispetto a lui. Noto con la coda dell’occhio qualcosa di davvero grande che mi é qualche metro più a fianco. Mi sta nuotando vicino. E’ enorme. Impossibile, ci avevano detto che era molto difficile avvistarne un esemplare, soprattutto in questo periodo.

Nuoto velocemente in direzione di Pisel. Inizio a dimenarmi e urlare qualcosa col boccaglio ovviamente invano. Esco dall’acqua e ancora lo richiamo ma non mi sente. Così nuoto più veloce che posso e gli riesco ad afferrare una caviglia e finalmente si gira. A gesti gli indico di guardare. Una meravigliosa tartaruga marina sta mangiando tranquillamente vicino a noi. Non crediamo ai nostri occhi. Nella mia testa solo il suono delle onde del mare. Ci avviciniamo immediatamente. E’ così stupendo poterla apprezzare da questa minima distanza. Il suo manto appiattito a scaglie grigio-oliva, le sue zampette lente e rilassate ma decise, la sua linguetta affamata. Non dimenticherò mai questo incontro ravvicinato così speciale. Poco dopo, spiaggiati sotto l’ombra di foglie di palma su un’isola unica di questa laguna blu, facciamo qualche domanda al capitano. Notiamo la barriera corallina, nonché casa e cibo per migliaia di specie, un pò priva di colori e lui ci spiega che é una forma di difesa dei coralli che si decolorano nella stagione più calda a causa della temperatura elevata dell’oceano. Purtroppo i dati storici sono a favore del surriscaldamento globale. Sembra che negli ultimi anni la temperatura media del mare si sia elevata di ben 2 gradi. Ed è così che a malincuore ci confessa che, se ci vogliamo credere o meno, a causa delle nostre incessanti attività inquinanti stiamo perdendo un tesoro prezioso: la più Grande Barriera Corallina del mondo.

 

A meno di un’ora di traghetto da Townsville, al centro della laguna blu si staglia Mount Cook, rifugio naturale di molte specie di animali e uccelli australiani. Proprio qui si erge dall’acqua un’isola tropicale con spiagge tranquille e appartate, una natura incontaminata e una ricca fauna selvatica. Un’isola che sembrava influire sulla bussola della nave del Capitano Cook. Un’isola che quindi chiamò Magnetic Island. Appena più vicino, notiamo un paesaggio differente dalla tipica foresta pluviale tropicale che solitamente copre le altre isole della zona. Milioni di anni fa, infatti, le forze della natura crearono uno straordinario paesaggio fatto di terreni rocciosi, gigantesche rocce e foreste di eucalipto. La cosa più entusiasmante di questa oasi é il suo parco nazionale che la ricopre parzialmente. Non ci resta che avventurarci nei suoi incredibili sentieri percorribili a piedi.

Qualche giorno dopo prendiamo appunto il traghetto per raggiungere questo rifugio naturale. Da lontano possiamo vedere chiaramente la sua ricca vegetazione di pini tropicali marittimi in forte contrasto con le sue palme. Appena arrivati, lasciamo Zuki e le tute da moto in un camping e ci buttiamo subito nell’esplorazione. Facciamo diversi percorsi a piedi alla ricerca dei koala che si dicono popolare l’isola. Incontriamo anche dei rock wallabies, i canguri delle rocce e anche migliaia di piccoli e coloratissimi pappagalli Lorikeet.

Il giorno seguente ci immergiamo nelle calde acque dell’isola. Ci 

tuffiamo in tutte le baie per scoprire nuovi abitanti della barriera corallina, dove abbiamo la fortuna di vedere nuove specie di pesci, coralli color porpora e anche grosse razze violacee. Tornati al camping vediamo anche un piccolo opossum intento a scalare il tetto della reception. Ci sono anche galline nere e canguri che saltellano qua e lá, mentre all’ora di cena ci viene a far visita un grosso uccello con le gambe a stecchino che ci fissa mentre mangiamo un panino. Il problema più grande sta proprio qua. I turisti donando cibo agli animaletti ne attirano sempre di più. Non dovendo più cercare il loro vero cibo si aggirano tra i tavoli delle persone che pranzano, addirittura ricercandolo, finendo così per ammalarsi e spopolare la foresta.

 

 

 

Finita la pacchia sotto alle palme, mettiamo via la crema solare e indossiamo di nuovo le tute da moto. Si torna a Townsville!

 
 

 

 

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