Karijini National Park

Arriviamo finalmente al parco nazionale di Karijini dopo una strada sterrata dissestata lunga 30 km. Pieni di sabbia rossa e accaldati, ci tuffiamo senza esitazione nelle fresche acque di una gola di questo possente canyon mentre il sole tramonta velocemente dietro le alture rosse fuoco. Al mattino belli freschi e carichi, lasciamo gli scarponi da moto puzzolenti da parte e facciamo un pó di trekking in ciabatte. Ci tuffiamo rigorosamente in tutte le piscine naturali del canyon. Un’esperienza meravigliosa a contatto con la natura e rigenerante! Pranziamo con pesche, banane e una barretta di cioccolato, afferrata dallo scaffale del supermercato giusto all’ultimo secondo. La sera, non abbastanza soddisfatti, ci tuffiamo di nuovo in uno dei laghetti naturali del parco al chiaro di luna.
Il giorno dopo disfiamo la tenda e carichiamo i bagagli e ricordo solo tanti chilometri in direzione Broome. Facciamo una sosta a Port Hedland e ci accampiamo la notte tra alcune montagne, dove saltellano ogni tanto canguri curiosi e al tempo stesso titubanti. Un posto tranquillissimo e perfetto per rilassarci.
La mattina dopo facciamo rifornimento ad una stazione di benzina che si chiama Sandfire, e non a caso. Nella strada percorsa fin qui notiamo lunghi tratti di vegetazione completamente neri bruciati. Gli incendi qui sono all’ordine del giorno. Facciamo merenda proprio mentre Briciolo, un uccellino affamato, si interessa ad i nostri pezzetti di pane. Dopo molti altri chilometri di rettilinei magnifici ma interminabili, percorriamo una strada sterrata malmessa che ci conduce a Bidyadanga, dove miriamo a fare benzina, altrimenti non ne abbiamo abbastanza per giungere sino a Broome. Finita la strada dissestata giungiamo nel piccolo paese, un luogo che sembra disabitato, anzi diroccato, con spazzatura ovunque, auto distrutte, smontate, senza finestrini e ricoperte di sabbia rossa. Procediamo per poi scoprire man mano che ci abitano gli indigeni australiani, dalla pelle molto scura. Accostiamo un pó all’unico vecchio distributore presente, ma una signora di mezza età ci grida, come è loro abitudine, indicando la direzione della porta d’ingresso dello store a cui rivolgerci. Pisel entra e nel piccolo stabile e saluta il vecchio proprietario, stavolta inglese-australiano, che molto spaventato gli confessa che non può fare benzina. La stazione, difatti, è stata purtroppo distrutta da atti vandalici. Il boss continua dicendo che svendono il cibo a $1. Così compra qualcosa da mangiare. Non sappiamo cosa sia successo, ma lo interpretiamo molto facilmente. Una cosa é certa: non sappiamo con certezza se arriveremo a Broome con la benzina che abbiamo!
Ci dirigiamo in ogni caso verso la spiaggia per fare un bagno. Conosciamo in riva all’oceano 3 ragazzini aborigeni molto svegli che senza esitazione ci fanno mille domande e ci comunicano che qui in giro ci sono 2 coccodrilli davvero enormi, lunghi anche tanti metri che gli uomini del paese stanno cercando di catturare con delle trappole. Facciamo fatica a credere alla lunghezza dei coccodrilli che ci mostrano a gesti, ma rimango comunque sconcertata sulla loro convinzione. Facciamo il bagno, salutiamo i bimbi e i loro genitori che poco più lontano si rilassavano sotto all’ombra di un tetto di legno, ed infine ripartiamo. La caratteristica inconfondibile di questa popolazione è il tono della loro voce. Loro parlano, ma più che spesso urlano. Con le persone che non conoscono ma anche tra di loro. Non credo sia per intimorire, ma più una loro abitudine. Sostiamo a lato strada poco dopo nel primo campeggio attrezzato gratuito con toilettes, studiato per gli autisti stanchi che affrontano questi lunghi tratti di strada. Conosciamo qui un signore che guida un camper con la moglie ed il suo gatto rosso, e che ci parla di quanto sia cambiato il clima in Australia negli ultimi anni. Scambiamo quattro chiacchiere parlando della passione in comune dei viaggi e non esitiamo a farci consigliare qualche bella strada da percorrere. Gentilmente ci permette anche di riempire le taniche d’acqua con la sua di scorta. Al risveglio durante le prime luci dell’alba scorgiamo un enorme toro che smangiucchia dell’erba tra la nebbia fitta. Che clima strano! Più saliamo verso nord, più é caldo di giorno ed estremamente umido di notte. Ancora 300km ci dividono da Broome e negli ultimi 30km la tacca della benzina, illuminando già da un pò, ci rivela a malincuore che il tempo sta scadendo. Rischiamo seriamente di rimanere a piedi. Gli ultimi 5km sono i più duri. Pisel ha già rallentato la velicità da molto tempo in modo da risparmiare benzina, ed é così che in terza tiriamo dritto su una strada il cui limite é dei 110. Non so come, riusciamo ad arrivare senza aiuto alla stazione di benzina. Evvai! Siamo a Broome! Soggiorniamo in ostello per aggiornare il sito e conosciamo alcuni ragazzi che ci consigliano assolutamente di proseguire per Cape Leveque. Non l’avessimo mai fatto. Ci aspetta una strada completamente sterrata a tratti molto sabbiosa per i primi 40 km, poi a procedere verso la punta nord solo ed esclusivamente sabbia.

Cadiamo 4 volte, le ultime 2 per stanchezza mentale e fisica. Negli ultimi chilometri che ci dividono dal capo scorgiamo da lontano lungo la strada un’immensa nube grigia che si erige fuori dalla foresta, ci avviciniamo e l’odore si intensifica. Il bosco a lato strada sta andando a fuoco. Le fiamme sono abbastanza alte. Una volta arrivati ci comunicano poi che l’accesso al mare con la moto é assai difficile. Siamo talmente distrutti che non ci proviamo nemmeno. Torniamo indietro e montiamo la tenda in una zona lontana dalla strada principale con delle buche d’acqua piovana. Oltretutto é da più di una settimana che gonfiamo i cuscini di sera e la mattina ci troviamo con le teste completamente spiattellate ai materassini. Il giorno dopo carichi facciamo la stessa strada per tornare indietro, stavolta non cadiamo anzi ridiamo e cantiamo slittando sulla sabbia prendendola in ridere. Ci prepariamo ad avventurarci sulla Gibb River Road, una strada sterrata di 600 km che costeggiando il fiume Gibb, passa attraverso il Kimberley, una delle regioni più belle dell’Australia e tanto amata per la fauna locale.

 

 

 

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