Danimarca – Svezia

Dopo aver salutato Remy, preparandogli un piatto di gnocchi di patate con una specie di ragù, abbiamo abbandonato Amsterdam, la terra della libertà sfrenata tra biciclette, coffee shop e quartieri a luci rosse.

Per dirigerci verso la Danimarca torniamo nella pianura tedesca. Tutto il giorno attraversiamo strade lunghe e piane finché non è ora di dormire, così chiediamo ad una coppia di contadini se possiamo stabilirci con la tenda da qualche parte senza creare disturbo. La risposta è affermativa! Montiamo la tenda nel campo davanti a casa loro e mentre prepariamo cibo olandese comprato al supermercato, notiamo in lontananza qualcuno che si avvicina. Si dirige a passo lento verso di noi. E’ una signora anziana con una gonna lunga, è un pò tremolante, forse per i mali di quell’età. Ci alziamo e ci salutiamo dandoci la mano. Inizia a farci tante domande, non parla inglese ma solo tedesco, forse un dialetto. Ci chiede chi siamo, da dove veniamo e fa tanti altri discorsi per noi incomprensibili. Alla fine ci lascia mangiare solo se le promettiamo che il giorno dopo saremmo passati da casa sua per “eine Tasse Kaffee trinken”. Quanto sono belle le persone buone.

 

Il giorno dopo facciamo su le canne e pensiamo se passare a salutare la signora o tirare dritto senza disturbarla. E’ però lei che ci torna a venire incontro nel campo e ci invita a fare “Frühstück”. Veniamo accolti calorosamente da lei e da suo marito, e altro che Kaffee.. Ci invitano a sedere alla loro tavola per assaggiare panini con burro e marmellate preparati da loro, e anche salumi e salse tedesche. Provo ogni tanto a chiedere cosa sia una confettura e cosa sia l’altra, ma non riesco a dare traduzione alla risposta.. Pazienza, è buona. Ci raccontano dei loro figli, anche loro in viaggio in altri luoghi lontani. La signora decide anche di prepararci due panini per il pranzo al sacco e ne approfittiamo di riempire le borracce d’acqua, prima di ripartire.

colazione-germania

 

 

ponte

 

 

Salutati i nostri secondi nonni tedeschi, attraversiamo tutto l’ultimo tratto di Germania che ci separa dalla Danimarca e pranziamo su una spiaggia tranquilla a Nyborg. Attraversiamo tutto il ponte che divide i due stati e il giorno dopo visitiamo la grande Copenhagen.

 

 

copenaghen

 

Ma è solo il giorno del mio compleanno che tocchiamo la Svezia. E’ però proprio la moto, che vuole ricevere un regalo.. una nuova catena. Procediamo con problemi da un pò di tempo, ma ora non si possono più sorvolare.. i 40.000 km di Zuky si fanno sentire. Vogliamo raggiungere la Norvegia il prima possibile, ma ci dobbiamo arrendere presto all’idea di rallentare il passo. Dormiamo vicino ad una fattoria con il consenso dei vicini e con il rumore del taglia-erba di sottofondo, di questi tempi del tutto piacevole.

 

Come suggeritaci da alcune persone del luogo, ci dirigiamo a Uddevalla, il paesino più vicino da raggiungere con la catena che ciocca. Qui non troviamo in realtà nessun meccanico specifico per le moto e comunque non avremmo risolto nulla perché è sabato pomeriggio. Ci aspetta un lungo weekend fermo. Decidiamo di soggiornare a Uddevalla, e in centro l’unica soluzione è dormire in hotel.. ma è SPENNANTE. Se non esiste questo aggettivo, lo dovrebbero inventare. L’hotel che costa meno ci propone una cifra come 1000 corone svedesi a notte in due. Ci sediamo a terra nel centro città per pensare, ed ecco che arriva la soluzione.

 

“Ehi, already drunk guys?”. Conosciamo così due ragazzi di passaggio ad Uddevalla per una festa di paese e scopriamo quindi che quella stessa sera ci sarebbe stata una festa della birra svedese. Troviamo facilmente anche il posto per dormire tra altre tende accampate in occasione di questa festività. La mattina ci svegliamo con calma, facciamo 30 km di strada con la moto che urla e raggiungiamo Trollhättan, il paese suggeritoci dai due ragazzi, dove passato il weekend sostituiremo la trasmissione.

 

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