Cusco e l’ascesa alla leggendaria Machu Picchu

E Zuki ci porta fino alla città di Cusco, capitale dell’impero inca e conosciuta anche come l’ombelico del mondo. Circondato da verdi vallate dove cultura, tradizione e fede sono ancora lì dormienti ma vive, ci troviamo davanti ad una città molto più ricca e diversa dal resto del paese. Dietro le sue mura in pietra che conserva con orgoglio, non ci sono più le piccole famiglie di fattori con mille animali, ma grandi testimonianze dell’architettura incaica. Camminando tra le strade del paese rimaniamo abbagliati dalla ricchezza artistica delle sue chiese coloniali di pietra enormi, per di più la sera si illumina di luci ovunque, che come stelle lontane sembrano abbracciare la città dall’alto.

Ma non è la sola Cusco. Infatti al di fuori del mercato centrale, c’è l’altra faccia della città: quella vera. I lucenti negozi lasciano spazio ad una miriade di piccole botteghe, ma la maggior parte dei venditori sono ancora lungo la strada. Le strade sono più disconnesse. Tutto è di gran lunga più caotico, sporco e modesto. Con poco meno di un euro a testa, mangiamo sempre in alcuni localini dove alcune signore ci deliziano ogni giorno con il loro menù: zuppa di pollo, di mais o di patate, secondo di riso con legumi e verdure o uova, té di foglie di coca per concludere. Che bontà! Frequentando questi luoghi fuori dal centro, conosciamo anche una piccola bambina che ci dice tante cose, che però non capiamo. Parla Quechua, la lingua degli antichi Incas, tuttora parlata da gran parte dei peruviani. Alla fine si fa capire in qualche modo: è solo curiosa di sapere da dove veniamo e di vedere le foto che abbiamo nella macchina fotografica. Finito di mangiare, ci alziamo e ci insegue avvolgendoci in un caloroso abbraccio. Ciao piccola dolce niña!

In cima alle montagne dove si può ammirare l’intera valle sacra agli Incas, il giorno seguente, dopo un’abbondante colazione, vediamo il parco archeologico di Ollantaytambo, la città inca vivente, dove gli ultimi abitanti inca affrontarono l’invasione spagnola prima di fuggire nella misteriosa città nascosta nella giungla. Qui si possono ancora contemplare i terrazzamenti che, come antichi laboratori di climatizzazione, permettevano agli abitanti di coltivare diverse colture altrimenti impossibili da crescere a quell’altitudine. Arriviamo, infine, a Santa Maria dove le montagne fredde lasciano spazio ad una rigogliosa foresta tropicale. Siamo in una giungla dove l’umidità è alle stelle: banane piccole dolci, pappagalli verdi chiassosi e altri uccelli canticchiano. I rumori della giungla ci invadono.

C’è, però, un Perù millenario nascosto tra la foresta delle montagne. Dopo ogni tornante ammiriamo un nuovo reame incantevole di costanti miraggi. Là nascosto c’é un luogo remoto e magico, che conserva ancora l’affascinante cultura della civiltà più antica d’America e le mura di pietra dell’impero più vasto e potente del sud di questo continente.

Dopo una colazione da campioni con pancake di banana e succo d’arancia che ci dà la carica, iniziamo la nostra scalata. Dopo una lunga camminata, con la pioggia sulle spalle e l’emozione già scritta negli occhi, varchiamo le soglie della leggendaria Machu Picchu, la città perduta nel cuore della giungla e rimasta un segreto militare custodito per ben quattro secoli.

Come in un sogno di quando ero bambina. Finalmente oggi apro gli occhi e lo vedo qui, davanti a me. Non è più la mia immaginazione, ma sembra una visione. Non voglio svegliarmi più.

Scolpita sulla punta più alta dell’omonima montagna nel pieno di una foresta vergine, dentro le mura questa città inca è circondata da terrazzamenti, canali d’acqua, case e templi ricavati da grandi blocchi di pietra. Camminando tra le vie piene di cimeli storici godiamo a pieno dei suoi paesaggi e siamo come trasportati immediatamente nel passato. La sua energia è ancora forte e un’atmosfera magnetica ha origine in coloro che respirano la sua storia di profondo fascino. Credo sia errato chiamarle rovine, quando c’è ancora tanta vita qui dentro, quando le mura hanno ancora così tanto da raccontare. Storie di miti e leggende, che sembrano rinascere ogni volta che percorri le sue strade secolari.

Mia amata Machu Picchu. Mia tanto sognata Machu Picchu. Sei bella che fai emozionare.

Vorrei farmi incantare dalla vita ogni giorno di nuovo come ora e come quando ero bambina. Con gli stessi occhi innocenti di chi ancora sa amare tutto questo. Tutto ciò che è intorno a noi è meraviglioso. Un paesaggio spettacolare, una vecchia fortuna, un animale buffo, un abbraccio inaspettato, un annuncio importante. Quello che a prima vista può sembrare semplice agli occhi di un bambino è un labirinto infinito di felicità.

 

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