A piedi nudi..

Ho appreso una marea di cose durante questo viaggio.

Ho imparato a camminare a piedi nudi sulla terra. Ora posso apprezzare lo scorrere della sabbia sotto le mie dita, e talvolta il pavimento del supermercato come fanno gli australiani. Forse ho dimenticato come si guida una macchina in strada, ma ho imparato a guidare un 4×4 nel fango della farm.

Ho imparato che la vera felicità si trova nelle cose semplici, in apparenza irrilevanti. Ho iniziato a distinguere la reale importanza degli avvenimenti che accadano. Le situazioni iniziano ad assumere ora valenze totalmente differenti rispetto ad un tempo, quando, talvolta, anche solo beccare la pioggia senza l’ombrello poteva incidere sul mio umore.

Ho imparato a non ascoltare il tempo che scorre, ma viverlo. Un tempo facevo tutte le cose di fretta senza rendermi conto di cosa in realtà stessi facendo e per chi. Il potente vento della Mongolia, mi ha insegnato a concentrarmi sul mio presente. Ora sono più consapevole delle piccole cose necessarie per essere tranquilla interiormente. Sono più calma. Guardo scrupolosamente. Ascolto attentamente. Sono presente. Sono più consapevole dei molteplici suoni della natura.. Il fruscio delle foglie nel vento autunnale, il tintinnare delle gocce di pioggia, lo scalpiccio lontano di un selvaggio cavallo mongolo, il primo canto dei corvi australiani all’alba, il sussurro di una donna, la risata del suo bambino.

Ho imparato ad amare il presente e festeggiarlo ogni giorno. Ed è per questa ragione che ogni mattina apro frettolosamente la cerniera della tenda per capire con estrema sorpresa dove cazzo sono.

Una delle cose più bizzarre e stimolanti che ho imparato, però, è vivere con poco.

Ho capito che le cose essenziali nella vita non sono tante. Ed ho anche scoperto che tutto quello che mi serve davvero per vivere sta nello spazio di una valigia.

Per il giro del mondo sono partita con una borsa ordinatissima e stracarica, poi man mano aumentavano i chilometri che mi dividevano dalla mia quotidianità, mi sono accorta che non avevo bisogno di tutto quello che portavo con me.

Per percorrere la dura strada verso la nostra felicità, attraversiamo una miriade di ostacoli, perciò bisogna viaggiare leggeri. Ho deciso di eliminare tutto il superfluo e tenere solo lo stretto indispensabile. Ho deciso di lasciare molto spazio alle cose nuove, che sicuramente verranno. Così ho deciso di fare anche con me stessa.

Non dobbiamo provare nostalgia per le cose futili perché, procedendo lungo la nostra strada, raccoglieremo nel frattempo nuovi ricordi, emozioni, affetti, inconsueti desideri, singolari impressioni, inattese ambizioni e aspettative.

Quindi, meglio alleggerire la valigia!

Scelgo, per cui, di portare con me la riflessione e l’avvedutezza, ma non le ansie e i timori insensati.

La giusta apertura mentale ed il rispetto reciproco, non il pregiudizio e l’arroganza.

La forza, ma non l’imprudenza e l’avventatezza.

Indubbiamente anche tutte le mie aspirazioni, e non le aspettative delle altre persone.

La solidarietà, non l’indifferenza.
 

 
 

 

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